Pronti via…allattare!

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Nel momento in cui nasce un bambino, nasce anche la madre. Lei non è mai esistita prima. Esisteva la donna, ma la madre mai. Una madre è qualcosa di assolutamente nuovo.”

 Una mamma nasce nello stesso momento in cui il suo test é positivo. 9 mesi di attese, speranze e sogni.

Ma tutte ricevono una sapiente consulenza prima del parto sull’allattamento? Sicuramente chi riceve adeguate informazioni allatta più a lungo e con maggiore soddisfazione. Infatti l’educazione prenatale svolge un ruolo fondamentale per aiutare le future mamme ad arrivare pronte non solo alla nascita ma anche ad una buona partenza per l’allattamento.

Una delle prime domande che ci si pone riguarda proprio l’allattamento.  Cos’è? Davvero il mio bambino non ne piò fare a meno?  Senza dubbio il latte materno é fondamentale per la crescita dei nostri bambini. É cibo, protezione ma sicuramente anche molto di più.  Rappresenta il modo più immediato e naturale per soddisfare i bisogni del proprio bambino. Allattare é comunicare. Comunicare nel modo più semplice e affettuoso con il nostro piccolino. Offrire il seno ad ogni richiesta del bambino è rassicurante sia per noi che per loro stessi. Significa che ci siamo messe in ascolto e in sintonia con i loro immediati bisogni. Non sempre è così immediato capire e conoscere i segnali che un neonato ci manda, ma se ogni mamma seguirà il suo istinto potrà solo sentirsi rassicurata che sta facendo il suo meglio per soddisfare tutte le necessità del suo bambino.

Ogni puerpera deve essere certa che può allattare. Non esistono situazioni già compromesse o più difficoltose. Le difficoltà nascono se la donna non viene supportata e soprattutto se la famiglia non si pone in ascolto delle vere esigenze della diade, di quelle che sono le vere necessità della mamma e del bambino.

Il ruolo del papà e di tutto il contesto familiare deve considerarsi veramente essenziale per poter accompagnare i giorni, ma soprattutto le notti, di questo nuovo nucleo che si è formato e che ha bisogno di tutto il sostegno possibile, senza limiti.

A volte qualche inconveniente capita, potrebbe infatti accadere che un attacco sbagliato provochi le fastidiose ragadi. Allattare potrebbe diventare doloroso ma é importante non lasciarsi condizionare. Si può guarire in pochi giorni basta aiutare il bambino è indirizzarlo ad un attacco corretto. Come? Non fargli prendere solo il ad capezzolo ma anche gran parte dell’areola.

Ad allattamento avviato capita spesso che uno dei dubbi della neo mamma sia legato alla grandezza del seno e del capezzolo. Ho il seno piccolo, potrò allattare? Certo, non è importante avere un grande seno per allattare serenamente, infatti è utile far attaccare correttamente il bambino, che adeguerà la sua suzione di conseguenza. Specifichiamo che non è necessario preparare il seno in gravidanza, in quanto per natura è già pronto per svolgere la sua funzione.

Ma il bambino per quanto deve poppare? Non ci sono dei tempi impostati entro i quali deve durare una poppata. Se avremo un bambino con una suzione vorace questa potrà durare anche pochi minuti, se al contrario un bambino ha una suzione più delicata ci vorrà certamente più tempo. L’importante è non scoraggiarsi. Bisogna adeguarsi ai ritmi del neonato e lasciarsi guidare da lui. Infatti secondo la letteratura sul tema un neonato potrebbe svuotare un seno in soli 7 minuti. Alterniamo la poppata per consentire ad entrambi i seni di essere stimolati e produrre maggiormente latte.

Questi vogliono essere piccoli spunti sui quali farvi riflettere.  “Pronti, via…allattare” vuole fornirvi un piccolo strumento di supporto da tenere attaccato al frigorifero, per sentirvi più forti e incoraggiate nel momento in cui vi sembra di non farcela.

Ricordatevi che l’allattamento è un momento talmente speciale che va vissuto in assoluta serenità e meraviglia, dovete essere certe di potervi dedicare a loro completamente supportate da tutti i vostri cari.

Il momento serale/notturno è il più difficoltoso da superare ed è quello più delicato nel quale dobbiamo assolutamente farci aiutare dal nostro compagno.  Ciò che conta è che la mamma non si senta mai sola, e possa così contare sul prezioso aiuto del mondo che la circonda.

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